Polvere

I capelli sono generalmente considerati come parte della polvere, tuttavia non sono granuli né macchie. Sono filamenti simili l’uno all’altro ma in grado di descrivere un'idea diversa di moto. Se fossero linee vettoriali, ognuna sarebbe caratterizzata da un diverso grado di curvatura, avrebbe una propria direzione e un proprio svolgimento. I capelli (caduti o tagliati da un colpo di forbici) sono la testimonianza di un accadimento,  come qualsiasi altra traccia, ma l’evento che li ha caratterizzati è ancora riscontrabile nella forma e nella loro presenza nello spazio. Ogni capello è il frammento di un fotogramma: immobile visivamente e contenente le informazioni del moto, come una linea temporale spezzata che non perde, però, la sua funzione di misura degli eventi. Più capelli, più linee temporali, tutte aventi origine propria e volte verso indefinite direzioni, senza un chiaro inizio e una dichiarata fine che una lettura dei dati in esse contenute potrebbe svelare.

Linee che si intrecciano, si sovrappongono, tornano su se stesse, ferme perché caduche, quindi non più in grado di svilupparsi, ma mobili nella memoria, rianimate dal viaggio visivo dell’occhio e della mente che le riscoprono. Seguendo la fisica dei quanti queste linee spezzate possono essere associate alle onde (pacchetti di particelle) che compogono la luce. Come non pensare, a questo punto, al principio di indeterminazione di Heisenberg che comporta l'impossibilità, mediante osservazione, di stabilire posizione e quantità di moto di una particella elementare.